

VOTA SÌLA POSIZIONE DEL CPA SUL REFERENDUM PER L'ESTENSIONE DELL'ARTICOLO 18Noi non individuiamo il referendum come strumento di tutela contro gli attacchi ai diritti che i lavoratori hanno conquistato con dure lotte. L'istituto referendario mette nelle mani di tutte le classi sociali questioni che dovrebbero essere affrontate dalla capacità conflittuale dei lavoratori e di tutto il proletariato. Nonostante questo ci sembra necessario agire per un esito positivo del SÌ, anche per far si che questa campagna referendaria diventi un momento di mobilitazione anti-padronale. Schierarsi per il Sì oggi è importante soprattutto a fronte di uno schieramento per il "no" che va dal governo berlusconiano fino a Rutelli passando per la Confindustria. Schierarsi per il Sì è necessario contro l'ipocrisia di D'Alema e Cofferati che, su una questione importante come l'articolo 18, hanno invitato gli elettori a boicottare il referendum andando al mare (come Bettino Craxi faceva nei suoi giorni peggiori). La campagna per l'esito positivo del referendum potrebbe essere un ottimo punto di partenza per unificare le lotte ora necessarie: 1) Contro l'attacco alle pensioni, le ulteriori forme di precarizzazione del mondo del lavoro voluta dal libro bianco. 2) A difesa dei lavoratori e del diritto al posto di lavoro, soprattutto in un momento in cui episodi come quello della FIAT ne stanno mettendo a rischio migliaia. In quest'ottica, è giusto rafforzarsi attraverso le mobilitazioni delle vertenze contrattuali e delle battaglie referendarie. Il nostro punto di vista è opposto a chi si pone di fatto con lo schieramento padronale. Rendiamo utile il Referendum!!ECCO COSA CI ASPETTALe linee generali prevedono la liberalizzazione definitiva del mercato del lavoro secondo precise direttive: 1) la contrattazione individuale fra lavoratori ed aziende 2) l'ampliamento del ricorso alle figure atipiche (co-co-co, part-time, interinale, ecc) 3) la scomparsa dei tetti che limitavano il ricorso al precariato 4) l'introduzione di nuove forme di sfruttamento fra cui "lavoro a chiamata", "condiviso", ecc. Ricordiamo che il processo di smantellamento delle tutele e dei diritti dei lavoratori, che l'attuale governo porta avanti senza scrupoli, prosegue una strada aperta dal governo di centro sinistra. Infatti è stato proprio il pacchetto Treu a far scomparire il "lavoro sicuro" introducendo per la prima volta le nuove forme di sfruttamento, prima fra tutte l'interinale. Per dirla con le parole compiaciute di Massimo D'alema "è finita l'epoca del posto fisso". ECCO COSA PROPONE INVECE IL CENTRO-SINISTRAQuesto sistema di paracaduti sociali è un inganno per i lavoratori e forniscono la scusa per tenere i lavoratori precari a vita(co-co-co, interinali, tempo det.). Con un aumento dei contributi di disoccupazione si potrà in qualche modo sopravvivere, ma non prendere un mutuo, pretendere ferie, garantire un reddito alla propria famiglia, sindacalizzarsi, ecc ecc. La questione cruciale che si trae dall'analisi delle linee guida del disegno di legge è che il lavoratore è comunque a disposizione del mercato e delle diverse necessità delle imprese che offrono lavoro. È evidente che si risponde alla logica di mercato e non alle reali necessità dei lavoratori che chiedono stabilità e dignità del lavoro. Estendere l'articolo 18 e non soloDifendiamo i diritti dei lavoratori |