foco
foglio di controinformazione popolare

numero 3

cosi_usa

COSÌ U.S.A.

Irak: le opposizioni, che fino a ieri hanno combattuto contro il regime di Saddam si schierano contro I nuovi padroni americani.
Sciiti, panarabi, comunisti, nasseriani organizzano in tutto il paese manifestazioni di massa.
Le truppe statunitensi rispondono sparando a Mosul e Falaja.
Il 15 aprile dopo che I marines avevano fatto strage fra I manifestanti a Mosul l'esercito irrompe all'Hotel Palestine dove si trovano i giornalisti.
Un' ora dopo la Gruber annuncia al telegiornale che gli statunitensi hanno fatto esplicita richiesta di non riprendere I cortei antiamericani.
La guerra è finita?

ESISTE DAVVERO IL CAPITALISMO BUONO?
Le truppe angloamericane hanno invaso l'Iraq e la protesta mondiale si è fatta ancora più consistente. In questo conflitto chi ha fatto un' ottima impressione all'opinione mondiale sono quei paesi che così energicamente si sono opposti all'intervento militare in Iraq, ossia Russia, Cina, e soprattutto l'asse franco-tedesco, che improvvisamente si scoprono pacifisti e tutori dei diritti umani. Ma è davvero così? NO! Dietro all'energica opposizione si celano trame che ben poco hanno a che vedere con il rispetto delle risoluziomi ONU.
Francia e Germania stanno cercando a tutti i costi di creare un blocco economico-militare che possa in futuro insidiare l'egemonia USA nel mondo; l'introduzione dell'euro è stato il primo passo, mentre in programmazione sono una costituzione europea e soprattutto un ben poco pacifista esercito europeo, stabilito a Helsinki nel 99 e pronto a essere lanciato nel 2003. A cosa servirà questo esercito? Servirà a intervenire con la forza in quei luoghi dove i suoi interessi strategici saranno minacciati: nè più nè meno quello che gli USA stanno facendo ora. Dovremmo essere contenti di tutto ciò?
Dovremmo schierarci al fianco di un polo europeo che contrasti l'egemonia statunitense?
Così facendo potremmo trovarci di fronte a bruttissime sorprese. Dobbiamo tenere bene a mente che il capitalismo MAI è schierato dalla parte degli oppressi, degli immigrati, dei lavoratori, dei disoccupati, sia questo statunitense, europeo, cinese o altro; è assolutamente necessario liberarsi dall'illusione che un polo europeo possa migliorare le condizioni di vita degli sfruttati.
In questo momento, chiunque si oppone giustamente alla guerra deve sganciarsi da posizioni rischiose, muoversi indipendentemente dalle veline filoeuropeiste fin troppo presenti nei cortei di questi giorni, tenendo bene a mente che a Belgrado, senza l'approvazione dell'ONU e del parlamento italiano, c'erano i DS ora presenti nelle piazze.
NON ESISTE IL CAPITALISMO BUONO!!


Banche "armate": traffico di armi: tutto legale!
Leva i tuoi risparmi da queste banche: investono i soldi in traffici di armi in tutto il mondo.
Dalla relazione del Parlamento del 31 marzo 2002 sulla vendita delle armi italiane si scopre che nel 2001 sono state rilasciate 583 autorizzazioni per transazioni bancarie sulle esportazioni di armi e tecnologie ad esse collegate, su tutte ci sono: Banca Nazionale del Lavoro, Banca di Roma, Credito Italiano e Bipop-Carire.
L' organo di controllo e di argine al mercato della morte è la legge 185 che nonostante la sua elasticità vieta la vendita di armi a paesi in guerra o che violano il rispetto dei diritti umani ma queste banche come risulta hanno avuto consegne e operazioni con stati come:
Turchia, Colombia, Israele, India, Pakistan, Brasile, Arabia Saudita, Cile, Malaysia, Algeria, Nigeria, Usa tra i più gravi. Queste banche commerciano in Italia con queste aziende esportatrici: Finmeccanica, Augusta, Alenia Marconi System, Fiar, Marconi Mobile, Oerlikon-Contraves, Simmel Difesa e Iveco-Fiat. Appare evidente da questa lista la forte partecipazione del settore pubblico e della Fiat mostrando come lo Stato invece di limitare al massimo il commercio di armi si preoccupa in realtà di tutelare e coprire queste aziende. Lo dimostra l' approvazione al Senato il 27 Marzo del disegno di legge che ratifica l' accordo di Farnborough, eliminando l' obbligo di rendere noto il certificato di destinazione di uso sottraendo gli imprenditori al controllo obbligatorio del parlamento e ampliando il concetto di violazione dei diritti umani rendendo ormai possibile la vendita di armi a qualunque stato. Tutto questo mentre in Irak gli anlo-americani uccidono anche con armi italiane.
ECCO LE BANCHE DA BOICOTTARE, elencate per quantità decrescenti di investimenti militari: Bipop Carire, BNL, Capitalia (già banca di Roma), San Paolo IMI, Banco Bilbao Vizcaya, Intesa Bci, Banca commerciale italiana, Baclays Bank, Banca Intesa-Banco Ambrosiano, Banco Santander Central, EFIbanca gruppo BPL, banco di Sicilia, di Brescia Cassa di risparmio di La Spezia, Cassa di risparmio di Parma Piacenza

LAVORO

COOP: il morto sei tu!
Sesto: il 17 aprile nei cantieri unicoop è morto ancora un lavoratore precario di un azienda in appalto della lega delle cooperative ( Consorzio Etruria)
Il Centro popolare Autogestito Fi-sud esprime solidarietà e tanta rabbia per gli ennesimi morti sul lavoro in Toscana. A Prato un postino, a Sesto F.no un operaio edile impegnato nella costruzione del nuovo centro commerciale unicoop, e ancora a Sesto un mese fa un altro operaio edile deceduto negli scavi dei treni alta velocità (TAV). La regione toscana, che dovrebbe essere rossa, tratta i propri lavoratori come carne da macello al pari delle tante vituperate amministrazioni berlusconiane.
E' ormai un ecatombe: quasi 1500 morti negli ultimi 5 anni nella nostra regione sono una guerra impostaci dal nuovo capitale con sempre meno garanzie nelle misure di sicurezza e ritmi di lavoro sempre più forsennati.
Per "l'omicidio bianco" di Sesto, è complice anche l'unicoop Firenze. Quest'ultima nonostante la martellante pubblicità da azienda buona ed etica con tanto di certificazioni internazionali (SA 8000) non disdegna di utilizzare le peggiori forme di precariato, producendo morte e sfruttamento fra lavoratori propri, appaltati e sub-appaltati.
VERGOGNA! VERGOGNA!


Fiat di Cassino: squadristi contro gli operai.
20 persone armate di bastoni e capeggiati dai dirigenti dalla Wess (azienda che esegue la pulizie degli impianti) hanno minacciato gli operai che tenevano un presidio sindacale. E' quanto emerge dalle dichiarazioni del sindacalista Paolo Sabatini dello Slai Cobas.
E' successo ai cancelli della Fiat dove da alcuni giorni, si susseguono le proteste dei dipendenti Wess contro il licenziamento di 22 colleghi e si mantiene un presidio permanente davanti ai cancelli.
La notte del 3 aprile, approfittando dell'esiguo numero di operai presenti, il direttore della Wess ed alcuni dirigenti si sono presentati spalleggiati da 20 sconosciuti che hanno offeso e minacciato i lavoratori.Questi ultimi hanno mantenuto la calma, evitando il peggio.
Il giorno dopo i lavoratori Fiat hanno solidarizzato attuando scioperi e cortei interni. La stampa ufficiale ha praticamente ignorato la notizia.

Assolti
TRIESTE:Una buona notizia dal fronte sindacale. Sono stati assolti i 57 lavoratori della Trieste Trasporti SPA, accusati dalla magistratura di interruzione di pubblico servizio a seguito di una protesta che, nel gennaio 2001, aveva provocato il blocco del trasporto pubblico locale per due giorni consecutivi.
La vertenza dei ferrotranvieri aveva portato alla luce la realtà delle aziende dei trasporti "non più pubblici".
Come in tutta italia, anche a Trieste, le SPA dei trasporti urbani per convenienza economica riducono la qualità del servizio aggravando costantemente la condizione dei lavoratori e riducendo la qualità del servizio che forniscono.
Questa sentenza ci ricorda che la lotta paga, ma ci suggerisce anche di non abbassare la guardia contro la repressione.

Peretola: i confederali concertano la repressione
L'azienda Aeroporto di Firenze e la Rappresentanza Sindacale Unitaria concordano durante la riunione per l'integrativo, la linea repressiva nei confronti del sindacato di base CUB Set. Aereo. L'azienda ha informato le RSU che predisporrà personale per controllare che non vengano affissi volantini di sigle sindacali e organizzazioni non riconosciute (principalmente CUB) o fogli e giornali come il nostro.
Questo fa seguito ad iniziative personali del direttore amministrativo ed altri capetti che già nei giorni precedenti si erano adoperati per stracciare volantini e quant'altro affisso in azienda.
A questa manovra repressiva i sindacati confederali hanno risposto col silenzio assenso.
QUESTO SILENZIO LI RENDE COMPLICI. Ancora una volta ci chiediamo: da che parte stanno i sindacati confederali? Si rendono conto che (salvo loro stessi diventare classe dirigente) fornire alle aziende questi strumenti prima o poi toccherà anche i loro interessi?

REPRESSIONE

Toscana: chi vuole il "campo di concentrazione"
Le istituzioni per apparire democratiche insistono a definirlo centro di accoglienza. In realtà sarà un campo di concentrazione dove rinchiudere i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno che la rovinosa legge Bossi-Fini qualifica automaticamente come "clandestini" passibili, quindi, di espulsione.
Di questo si è parlato a Firenze nel corso dell'ennesima conferenza sulla sicurezza, con la presenza dei massimi responsabili amministrativi: il Sindaco Domenici, il Presidente della provincia Gesualdi, nonchè il presidente "pseudo-no-global" Martini.
Tutti erano a rapporto dal Prefetto Serra assieme ad un pool di super-sbirri del ministero degli interni che hanno offerto la loro collaborazione ad ampio raggio: dalla microcriminalità al terrorismo internazionale.
Con la scusa che tra gli extracomunitari si possono nascondere gli emissari dell'islam militante il gioco è fatto: per la legge clandestino diviene automaticamente sinonimo di terrorista, ed espulsione sia.
Ma dove sistemare i clandestini una volta fermati e ammanettati (anche senza che abbiano compiuto reati) in attesa di acompagnarli ai paesi di orgine?
Firenze non sembra disposta ad aprire campi di concentramento, eppure l'unico no deciso arriva da Gesualdi mentre Martini ha dato incarico ai suoi funzionari di scovare in Versilia e dintorni una colonia estiva in disuso, tanto in voga nel ventennio fascista, e quindi "agibile all'uopo".

CONTROINFORMAZIONE

La memoria non si cancella
MILANO: la notte tra il 16 e il17 Marzo è stato ucciso per mano di 3 fascisti, Davide Cesare compagno del centro sociale O.R.SO.
Scontata la reazione delle forze dell'ordine: hanno caricato violentemente davanti all'ospedale i compagni di Davide, che erano corsi lì per recuperare il corpo dell'amico.
Anche i mass-media hanno fatto la loro parte facendo passare l'omicidio come una rissa tra bande.
Oggi come ieri è sempre più importante non dimenticare e tenere la testa alta, certi che prima o poi pagheranno tutto.

Come chi e perchè boicottare
Coca-Cola, Nike, Nestlè, Shell, Caterpillar sono solo qualche esempio di imprese multinazionali presenti in tutti i mercati mondiali, ognuna con la sua storia e con il proprio profitto.
Alcuni esempi: Nike, azienda multinazionale di abbigliamento sportivo, assembla le sue scarpe in Asia in particolare in Indonesia, Cina, Taiwan, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam. In Indonesia i lavoratori impiegati negli stabilimenti Nike oltre a ricevere un salario da fame, vedono lesi i propri diritti di associazione in quanto i liberi sindacati sono illegali e viene represso qualsiasi tentativo di organizzazione.
Come non citare la Nestlè che nel terzo mondo perpetua l'abuso di potere sui lavoratori, arreca danni all'ambiente, fa uso indiscriminato di O.G.M.; mentre negli stati industrializzati appare come un'azienda sensibile alle tematiche dell'infanzia, propinando invece latte artificiale (con tutte le sue conseguenze) nei paesi in via di sviluppo.
Nel libero mercato centinaia di prodotti rappresentano milioni di merci che vengono realizzati ad un costo ridicolo per le multinazionali da popolazioni strozzate dalla miseria, oppresse dai propri governi consapevoli degli effetti che questi tipi di politica economica producono nel paese.
E la lista è ancora lunga! Prodotti da supermercato:
Sottilette Kraft, latticini Altria Liebig, maionese e salse varie Campbell, Pepsi Cola, bibite, Coca Cola, Fanta, Sprite, Kinley, Minute Maid, Soflan, detersivo, Colgate Palmolive, Del Monte, banane, Fresh Del Monte Dole, banane, Dole Tenderly, carta assorbente, Georgia Pacific Mare Blu, tonno e sardine, Heinz Carefree, assorbenti e tamponi, Johnson & Johnson, Anitra WC, detersivo, Johnson Wax, cereali prima colazione, Kellogg, Scottex, carta assorbente - Kimberly, Clark, M&M's, cioccolatini, Mars, Gatorade, bevanda dietetica, Linex, assorbenti e tamponi, Procter & Gamble Badedas, bagnoschiuma e shampoo, Fast Food:McDonald's, Sigarette: Philip Morris, Intrattenimento: Disney/Buena Vista International, Disneyland, Planet Hollywood, Warner Village, Hollywood cinemas, Starbucks, Dischi della Warner Bros, Film della TIME, Benzina: Texaco, Exxon/Esso, Mobil; Automobili: Ford,General Motors; Telefoni Cellulari: Motorola; Informatica: Microsoft, Intel, Motorola; Internet: MSN, HotMail (Microsoft), Servizi America On Line (AOL) Vestiti: Tommy Hilfiger, Champion, Gap, Nike Medicinali: Pharmacia (Monsanto+Pharmacia & Upjohn) Eli Lilly;Televisioni Satellitari: Fox, CNN, ABC,NBC, CBS, MTV Il boicottaggio riguarda in pieno i ragazzi con meno di 18 anni, visto che per molti di questi marchi, i target (gli obbietivi) sono proprio loro.
E RICORDATEVI CHE IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI DELLE MULTINAZIONALI AMERICANE NON E' FATTO PER COLPIRE LA POPOLAZIONE DEGLI STATI UNITI, MA E' FATTO AL CONTRARIO PER LIBERARLI DAI LORO TIRANNI. IL TEMPO E'SCADUTO.

Tutti i colori dell'oro
L' oro può avere tanti colori, giallo, bianco, rosso poi c'è quello nero e questo vale tanto da farci una guerra.
Ma siccome i colori sono tanti e i bisogni delle gente anche, c'è stato qualche furbone che ha pensato di dargli un'altra tonalità.
Ed è anche per questo oro che ha il colore blu si combattono le guerre, circa una cinquantina, e andranno certamente ad aumentare nei prossimi anni.
La scarsità di riserve idriche è ormai diventato un problema mondiale e nella speranza di trovare una buona soluzione dovremmo adoperarci perchè un diritto fondamentale come questo venga garantito per tutti, indiscriminatamente.
Purtroppo non è così, in Africa e in Asia le grandi multinazionali europee ed americane sono proprietarie di tutte le risorse idriche. Ed è inevitabile che il dominio di questo bene comune si trasformi in un'arma di controllo all'interno di una guerra; e anche prima, come accade alle popolazioni palestinesi che ormai si vedono negare l'accesso da anni ai i pozzi idrici dagli israeliani.
Il conflitto attuale porterà, secondo le previsioni, alla distruzione, sotto i bombardamenti anglo-americani, del 40% circa delle condotte, riserve e stabilimenti di depurazione e distribuzione dell'acqua potabile irakena. Così dovremo aggiungere anche le vittime di questo nuovo "sofisticato" tipo di arma.

Addio Avio, partigiano comunista
E' morto Luigi Emer, detto Avio comandante partigiano comunista, figura fondamentale della resistenza in Trentino-Alto Adige. Eroico combattente amato e rispettato dai compagni della brigata Filzi. Sopravisse, a seguito di un'azione nell'agosto del 1944 contro I nazisti a Molina, all'esplosione di una bomba che lo investì con centinaia di schegge. Catturato e rinchiuso nel carcere di Trento subì pesanti torture da parte delle SS; ma grazie alla inossidabile forza del suo ideale non fece nomi né rivelò informazioni ai nazisti. Trasferito nel campo di concentramento di via Resia, in attesa della deportazione, venne salvato da altri non meno valorosi partigiani.
La sua scomparsa deve rafforzare in tutti noi i valori della Lotta di Liberazione e di Resistenza e, nell'avvicinarsi del 25 aprile, rafforzare l'appoggio ed il sostegno a tutti I popoli che tutt'ora lottano per la loro liberazione: dall' Intifada palestinese alla resistenza del popolo iracheno fino alla rivoluzione maoista del popolo nepalese.
La militanza antifascista, forte del ricordo delle migliaia di comandanti "Avio" continua nelle nostre città, nelle strade, nelle scuole, sui posti di lavoro; il suo colore è quello rosso che ha guidato con slancio inflessibile il cuore e la mano del comandante Luigi Emer "Avio".

Un'altro mondo è possibile? l'esperienza del Venezuela
Novembre 1998: Chavez vince le elezioni del Venezuela. E' un presidente fortemente voluto dalle classi popolari, che sostengono attivamente il suo programma sociale e il suo richiamo anti-imperialista per l'indipendenza economica e politica dell'America Latina. Ben presto, e almeno dal momento in cui diventa chiaro che il processo bolivariano ha davvero le gambe per marciare, contro Chavez, si forma un'alleanza di piglio golpista che va dagli USA al sindacato giallo della Ctv, passando per la Confindustria. Un blocco di potere che controlla la quasi totalità dei mezzi di informazione di massa.
Aprile 2002: L'alleanza golpista passa dalle parole ai fatti. Chavez è destituito e arrestato. Per una manciata di ore il paese sembra tornato nelle mani dei vecchi padroni, che agitano, minacciosi, gli spettri delle peggiori tragedie latinoamericane. Gli USA esultano; e così il villaggio globale dell'informazione e della politica (l'opinione pubblica del xxi sec.); compresa una certa sinistra europea che confonde il mercato con la democrazia. Ma il sogno di un paese normale dura poco; l'insurrezione dei quartieri popolari di Caracas spezza il golpe e ricaccia nelle loro tane lussuose I congiurati. E' la prima vera e completa vittoria popolare in America Latina dal tempo dell'entrata dei Sandinisti a Managua, nel '79.
Dicembre 2002: L'alleanza golpista ci riprova con la proclamazione di uno sciopero giallo. Epicentro dello sciopero è il comparto petrolifero -la roccaforte della Ctv- dove esiste un'aristocrazia del lavoro cresciuta all'ombra dello sfruttamento del petrolio venezuelano, da parte delle multinazionali a dominanza USA. Il modello è quello cileno del '73. Lo scopo: colpire le condizioni di vita di quelle stesse masse che hanno respinto il golpe di aprile; e fatto così, dei circoli bolivariani, nuovi strumenti di partecipazione democratica e autogoverno popolare. I golpisti hanno capito che soltanto fiaccando lo slancio politico delle masse è possibile aprire la strada alla restaurazione sociale.
Il resto è cronaca di questi giorni. Lo sciopero giallo è fallito; ma non per questo sono venute meno le manovre interne ed internazionali per cercare di arrestare il processo venezuelano. Un'altro mondo è possibile? L'esperienza venezuelana è già un'alternativa concreta e un'opposizione reale al neoliberismo e alla politica di guerra dell'imperialismo occidentale; è già un altro mondo possibile nel suo stesso farsi. Essa, perciò, non va soltanto sostenuta e appoggiata, ma va anche studiata negli insegnamenti generali che può dare. Essa, per intanto, con I suoi passaggi, ci ricorda che la democrazia politica senza giustizia sociale è la democrazia dei ricchi; e che una vera giustizia sociale non si dà senza la creazione di nuovi strumenti di partecipazione popolare alla vita pubblica; senza cioè una trasformazione che passa dalla capacità di autogoverno e autonomia politica delle masse.
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