foco
foglio di controinformazione popolare

numero 1

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FOCO PERCHÉ

Foco nasce da un collettivo di lavoratori, principalmente operai, addetti al commercio, all'industria ed alle cooperative.
Foco è rivolto a tutti/e coloro che avvertono un conflitto fra NOI:
quelli che - come dice l'ISTAT - rientrano nella categoria dei nuovi poveri (con meno di 900 Euro in busta al mese) cosí principalmente composti: fissi, precari, interinali (in affitto), co-co-co ed a termine;
e LORO:
i padroni del nostro tempo, quelli che "ci chiedono" maggiore flessibilitá, per andare incontro alle esigenze delle aziende perché il mercato lo richiede, come se non sapessimo chi sono i mercanti.
Foco si preoccuperá di trattare tematiche legate alla controinformazione per conoscere quello che loro studiano, progettano e PRATICANO sulla nostra pelle; e non lo fará per fotografare la situazione attuale, ma per combatterla.
Foco informerá sulle guerre, perché queste le pagano i popoli offesi dalle sue brutalitá intrinseche e tutti i lavoratori, con salari sempre più leggeri ed instabili.
Foco informerá conducendo una co-ricerca con tutti i lavoratori che avendo qualcosa da dire vorranno anche esprimerla, piuttosto che annichilirsi davanti a qualche stupido teleschermo o altri videogioghi.
SCRIVICI: foco@inventati.org
Foco non entrerá nelle vostre case come fa l'informazione di regime, ma sfrutterá piuttosto gli eventi mass- mediatici per proporre la propria visione e interpretazione della realtá. Ci troverete sui muri ogni mese con inziative ogni volta nuove che ci promettiamo di mettere in cantiere col contributo di chiunque vorrá partecipare e fare Foco con noi.

Crisi industriale e licenziamenti, guerra e bombardamenti: risultati diversi della stessa crisi economica, con una caratteristica comune: da sempre le ristrutturazioni con licenziamenti di massa e lo scoppio delle guerre costituiscono, nel breve termine, incisivi miglioramenti nel campo economico e finanziario. Questo tanto per ricordare che il benessere del capitalismo non coincide né col benessere dei lavoratori né con la pace

LAVORO

Un aiuto concreto per i lavoratori FIAT
5600 lavoratori del gruppo Fiat sono attualmente in cassa integrazione a zero ore. Le lotte che stanno portando avanti per il posto di lavoro coinvolgono altri settori produttivi, studenti ed intere cittá (Arese, Temini Imerese...). Questa lotta riguarda tutti e perché possa continuare deve essere sostenuta concretamente.
Il sindacato Slai Cobas, a Firenze, ha giá raccolto fra i lavoratori delle Poste oltre 500 euro. Promuovete anche voi, nei vostri posti di lavoro una raccolta di fondi e versatela nel conto aperto dagli operai dell'Alfa.
Rsu Alfa di Arese C/C N.82190940114 INTESA BCI-RETE COMIT, c/o Fiat auto filiale di Arese CAB 32448 ABI 3069 Abbiamo scelto di effettuare i versamenti all' RSU di Arese poiché questa ha deciso di programmare le proprie proteste in base alle sole decisioni prese dagli operai. Si eviterá cosí che le segreterie nazionali dei sindacati possano influenzare le volontá dei lavoratori e che i soldi si "perdano" nelle casse di qualche sigla confederale.

... E qui casca l'auto!
Oltre 5000 lavoratori Fiat rischiano il posto di lavoro, ma è opinione diffusa che siano oltre 20.000 i posti di lavoro a rischio nelle aziende dell'indotto. Governo e vertici Fiat sono sicuramente complici di questa situazione, ma sotto accusa ètutto il sistema economico e la sua tendenza a risolvere le proprie crisi sulla pelle dei lavoratori.
Quando agli inizi degli anni novanta la crisi dell'auto portó sul ciglio del baratro il terzo colosso mondiale (Crysler) la ristrutturazione del settore, giá in corso, ha subí to una clamorosa accelerazione a livello mondiale. L'obbiettivo principale è stato produrre di più, in meno tempo, con meno mano d'opera possibile. Dopo poco più di un decennio solo le maggiori aziende automobilistiche sono sopravvissute inglobando tutte le altre, ma a pagare il prezzo più alto sono stati i lavoratori la cui situazione è specchio generale di un'economia, in cui il posto di lavoro fisso non esiste più, ma le nuove forme di sfruttamento non garantiscono nemmeno il diritto alla casa ed ai beni primari.

LA SOLITA GUERRA DEL CAPITALE

Questa guerra non serve a neutralizzare nessuna minaccia nucleare o batteriologica, né a riportare la "democrazia" in Iraq.
Questa guerra serve all'amministrazione Bush per risanare un'economia americana in profonda crisi, un'economia che vede nell'industria bellica e nel suo indotto (85000 imprese) il suo motore primario.
Questa guerra é la prosecuzione naturale della guerra in Afghanistan per la ridefinizione degli equilibri strategici, economici e geopolitici nell'area, che prevedono Medio Oriente e Asia Centrale sotto il controllo USA tramite i loro gendarmi turchi e israeliani, non a caso massicciamente coinvolti nel conflitto.
Questa guerra serve tremendamente allo stato sionista per risolvere definitivamente la questione palestinese e per uscire dallo stato di crisi da cui é attanagliato da almeno due anni.
Questa guerra é lo strumento per impedire ai blocchi economici europei, russi, cinesi e arabi di accaparrarsi il petrolio iracheno e insidiare l'egemonia statunitense nel mondo. Russia, Cina, e Francia hanno infatti stilato accordi con Saddam Hussein per lo sfruttamento di vaste zone ricchissime di petrolio, e questo è il motivo per cui questi stati sono cosí scettici a entrare in guerra, altro che improvviso spirito pacifista.
Questa guerra serve per legittimare agli occhi di tuttto il mondo il concetto di 'guerra preventiva', in parole povere il ruolo che gli Stati Uniti si sono assegnati di 'gendarmi del mondo', alla faccia dell'ONU e delle sue risoluzioni.
Questa guerra, per tutti questi e altri motivi, è solo un'altra GUERRA IMPERIALISTA, che come tale deve essere combattuta e smascherata al di lá del puro e semplice pacifismo.
NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA IN IRAQ!
SOLIDARIETÁ AL POPOLO IRACHENO E PALESTINESE!

CENTRO POPOLARE AUTOGESTITO FI-SUD
Via Villamagna 27/a, 50126 Firenze
www.ecn.org/cpa
e-mail: cpa@ecn.org
Il gruppo di lavoro contro la guerra si ritrova ogni lunedí alle ore 22

CARCERE

Un indultone li seppellirá
Ad un anno di distanza dal primo appuntamento, il 27/12 scorso si è tenuta l'assemblea cittadina Dentro e fuori le mura, momento di incontro tra detenuti e forze sociali. Di nuovo è stata rappresentata alla cittá la drammatica situazione delle carceri italiane. Di nuovo si è parlato di sovraffollamento, condizioni igienico- sanitarie allarmanti, impossibilitá per la maggioranza di poter lavorare e/o partecipare ad attivitá scolastiche e culturali, assenza di fatto del rispetto dell'integritá psico-fisica e della dignitá delle donne e degli uomini imprigionati. Questa è la realtá dei grossi carceri metropolitani, come Sollicciano. Questa una delle ragioni per cui oggi è necessario sostenere con forza un indulto vero e generalizzato che abbiamo chiamato indultone, perché, di indultini farsa che aggravano la situazione esistente, non vogliamo più sentire parlare. Questa la posizione emersa dalla assemblea tenutasi presso la Casa del Popolo 25 aprile del 27/12. Questa la ragione per cui è stato fondato un tavolo di lavoro permanente di informazione e denuncia sulle condizioni di detenzione; che sia anche uno strumento di discussione sul ruolo e la funzione del carcere (la risposta più gettonata in questa etá di cambiamenti e di accentuate contraddizioni sociali), capace di battersi in difesa delle condizioni di vita dentro e fuori le mura, rivendicando per tutti il diritto ad avere gli strumenti materiali culturali ed affettivi per acquisire autentica cittadinanza. Perché il nostro orizzonte è e deve essere una societá senza reati e senza galere.
Per tutte queste ragioni e per sostenere attivamente la richiesta di un vero indulto generalizzato, le forze sociali che hanno partecipato ai primi incontri del tavolo di lavoro hanno deciso di organizzare un presidio in piazza Signoria, a Firenze, a ridosso della discussione parlamentare su indulto e indultino.

MEDIORIENTE

Boicottiamo Israele, fermiamo il massacro!
È nota a tutti la drammatica situazione della popolazione palestinese, sottoposta da cinquanta anni all'occupazione militare e coloniale israeliana. Il diritto dei Palestinesi ad ottenere un proprio stato indipendente rimane il centro di un conflitto sanguinoso per tutte le parti in causa e che rischia di allargarsi al resto del Medio Oriente se ad esso non viene posto fine attraverso una pace giusta ed una soluzione dignitosa per il popolo palestinese.
L'Unione Europea sta discutendo se mantenere o meno le relazioni commerciali con lo stato israeliano, a causa della violazione sistematica dei diritti umani dei Palestinesi. Ma l'azione dei governi europei rischia di essere tardiva e limitata. Per questo, di fronte all'inerzia dei governi, stanno crescendo l'iniziativa e la protesta della societá civile contro la politica delle autoritá israeliane. In diversi paesi europei (Francia, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Norvegia, Grecia, Belgio, Svizzera) numerose associazioni, sindacati, gruppi di docenti universitari e di intellettuali stanno promuovendo delle AZIONI DI BOICOTTAGGIO DELL'ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA.
La pace in Medio Oriente non puó attendere ancora!
PRODOTTI ISRAELIANI O DI PROPRIETÁ DI AZIENDE ISRAELIANE CHE I COMITATI DI SOLIDARIETÁ EUROPEI CON IL POPOLO PALESTINESE CHIEDONO DI NON ACQUISTARE:
Alimentari: JAFFA, CARMEL, BUITONI
Profumeria e cosmesi: ESTEE' LAUDER, L'OREAL, HELENA RUBINSTEIN
Abbigliamento, accessori vari: TIMBERLAND, MARKS & SPENCER, CALVIN KLEIN, HUGO BOSS, BANANA REPUBBLIC
Biancheria e intimo femminile: BASSETTI, PLAYTEX, WONDERBRA, LOVABLE
Elettrodomestici OCEAN
Telefonia: NOKIA
CATERPILLAR, azienda USA che ha fornito a basso costo allo Stato di Israele i bulldozer per la devastazione dei Territori Occupati.
CAT: scarpe, abbigliamento ed accessori.
Il comitato si riunisce tutti i mercoledí alle 21:30 c/o C.P.A.
e-mail: comitato_palestina_firenze@hotmail.com
Comitato Palestina, Firenze
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